kustom kulture

 

 


 


 

 

Kustom Kulture & Hot Rod Story
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L'arte della customizzazione inizia qui'

Per le nuove generazioni è meno facile comprendere certi fenomeni di cultura, moda e sviluppo di idee, perché troppo legati all'era della televisione (ultimi 20 anni) e ai progressi tecnologici che inducono a ragionamenti 'stretti' e immediati e dove le tendenze cambiano ogni stagione. Ora si usa dire che si è fatto e provato di tutto, che non c'è più nulla da inventare. Mentre 50 anni fa c'era 'tanto da fare' e poteva accadere che una persona che si metteva a 'spogliare' la propria moto, per alleggerirla per poter correre meglio, avrebbe creato il fenomeno custom che ora tutti conosciamo. Oppure, che un ragazzo, ispirato dal padre pittore, si mettesse a disegnare delle semplici, ma ben fatte, righe e linee sulla carrozzeria di una moto per creare il fenomeno del 'Pinstriping' e divenire un artista mondiale. In poche parole, quello che si faceva un tempo nasceva dalla passione, dall'anima, dal genio della mente umana e smuoveva intere masse coinvolgendole per decenni. Ora invece, tutto nasce dall'interesse economico, dal fabbisogno commerciale, le mode vengono create a tavolino o disegnate dal computer e durano il tempo necessario a qualcun altro per sfornare un'altra idea per far soldi (e tutti noi dietro a spendere). Per chi ha meno di 40 anni posso apparire un po' polemico, ma chi ha superato questa età, come me, può comprendermi perché ha vissuto passioni che non riesce più a vedere all'orizzonte. Questo è anche uno dei motivi che spinge al 'vecchio' ma buono (ci vediamo un'anima dentro!).


Barris Shop Truck '57

Torniamo alla storia. Accadeva che molte tendenze rimanevano circoscritte solo ad alcuni paesi perché i confini erano più 'lontani', per via delle comunicazioni non completamente sviluppate, mentre ora una notizia può fare il giro del mondo in pochi minuti. Così è accaduto per il fenomeno della Cultura Custom e per le Hot Rod. In America lo sviluppo economico portò alla creazioni di molte strade e le istituzioni spingevano la gente a 'frequentare' la strada e si realizzò la storia della Route66 o delle Stazioni di Benzina alla moda, del periodo Beatnik. Ma in Italia si tradusse nella realizzazione dell'Autostrada del Sole, della catena dei Motel Agip e della Lambretta. Se una sera non avete nulla da fare e volete prendervi una video cassetta da vedere, vi consiglio lo storico film 'American Graffiti' per entrare nello spirito di comprensione di quei mitici anni 50/60 e la sua vita On The Road. 


Hot Rod & Pin Up, un binomio consolidato

La II guerra mondiale era terminata e i primi giovani vogliosi di libertà non potevano permettersi di avere un'automobile nuova, anche se l'economia era in forte ripresa. Per molti l'unica possibilità era l'acquisto di una vecchia auto degli anni 30, ovvero, come se un giovane di oggi fosse limitato economicamente ad acquistare un'auto degli anni '80! Cosa farebbe questo giovane? Quello che fecero allora i ragazzi americani. Trasformarono le loro vecchie auto in mezzi elaborati, per ottenere migliori prestazioni, e ridisegnarono l'estetica per rendere l'aspetto più gradevole e bizzarro, a volte sfrontato e pieno di fantasia. In poche parole, rispecchiando l'aspetto interiore dei giovani dell'epoca. In America c'è sempre stata la libertà di poter elaborare auto e moto, anche per interesse economico. In Italia, ma in Europa in genere, c'è stato un periodo cosiddetto di 'far west', non ben sfruttato perché si usciva malamente dal conflitto mondiale, e poi successivamente limitato dal bisogno di regolamentare tutto per legge.

Ford 1932 Roadster
Una Ford del 1932 elaborata in Roadster

Così è nata la cultura del far-da-sé a propria-misura, e cioè 'custom', meglio evidenziata trasformando il termine in 'Kustom Kulture'. Dicevamo che questo fenomeno è iniziato con le auto ma al tempo stesso anche con le moto, dove c'era principalmente bisogno di ottenere prestazioni più performanti. All'epoca molti giovani, senza alcuna ambizione e pretesa artistica, si misero ad 'esprimere' le loro idee elaborando forme e disegni poi divenuti arte. Vediamo, ad esempio, un fenomeno più recente come quello di Keith Hering: questo ragazzo aveva senza dubbio un'anima artistica e molto estro, ha iniziato a esprimersi in strada realizzando graffiti sui muri degradati della periferia newyorkese. Il suo tratto era perfettamente riconducibile alla sua persona, diventando inconfondibile e creando il fenomeno del wall painting. Nel giro di pochi anni Keith era divenuto un 'artista' importante e quotato. Ma torniamo alla Kultura, ed ecco perché oggi consideriamo 'Arte' le elaborazioni custom di Arlen Ness; il lavoro grafico di Von Dutch; i personaggi e le icone di Ed Roth. Questi nomi sono solo alcuni tra i più noti per fare un esempio, e sono inconfondibili.


Uno dei 'mostri' disegnati da Ed Roth

Siamo arrivati dunque a dire che, oltre ai fenomeni di cultura e costume del custom, si sia sviluppata anche una forma artistica chiamata anch'essa Kustom. Purtroppo in questi ultimi anni e mesi, i tre principali esponenti di questa arte, e del movimento Kustom in genere, sono scomparsi. Erano Von Dutch, 'l'Olandese', Ed "Big Daddy" Roth, divenuto poi "Granddaddy", e più recentemente Karl "Big Daddy Rat" Smith. Questi noti e amatissimi personaggi americani hanno lasciato un'impronta indelebile nei due fenomeni del custom mondiale, uno il mondo delle Hot Rod, l'altro il mondo custom delle moto, principalmente Harley-Davidson. Tutto ciò che è elaborazione meccanica (una moltitudine di forme e stili) e grafica come il "Flaming" (la grafica delle fiamme che avvolgono il mezzo. Ed Roth disse "fiammeggerò" qualunque cosa!), del "Pinstriping" (la grafica fatta di linee sottili), delle icone Kustom (i dadi rossi da gioco, la palla da biliardo #8, il riutilizzo delle ragazze Pin-Up, l'Occhio Volante, il Ratto Fink, etc. etc.) sono riconducibili in gran parte a questi tre maestri.

Un'immagine di Von Dutch all'opera e a lato una del 'Rat Fink' di Ed Roth