La Ruota (fondamentale per viaggiare e …)

 

 

Una ruota è un oggetto circolare in grado di ruotare attorno ad un asse centrale, usata prevalentemente per ridurre l'attrito nei trasporti.

 

                                

 

Meccanica

Le ruote sono usate in combinazione con gli assi, a cui la ruota può essere solidale e riceverne moto, oppure può girare liberamente rispetto all'asse per mezzo di cuscinetti.

La riduzione dell'attrito offerta dalla ruota è dovuta al fatto che l'attrito è limitato alla zona di contatto tra la ruota e l'asse, inoltre la leva costituita dalla ruota con fulcro nel centro riduce la velocità di sfregamento e quindi l'attrito quanto maggiore è il diametro della ruota.

Esempio:

richiesto è di 981 × 10 × 0,5 = 4905 J.

In realtà un'ulteriore perdita di energia è dovuta alle deformazioni che la ruota subisce a contatto con il suolo. Questa perdita è particolarmente bassa nelle ruote rigide dei treni.

 

 

Storia

                     

 

Ruota a raggi risalente al 2000 AC esposta al Museo Nazionale dell'Iran, a Teheran

 

Secondo gli studiosi la ruota fu inventata nell'antica Mesopotamia nel V millennio AC, originariamente per la lavorazione di vasellame. Parallelamente è possibile che sia stata inventata anche in Cina intorno al 2800 AC. Gli Inca e altre culture occidentali sembrano essersi avvicinate al concetto di ruota, che appare in alcuni giocattoli in pietra, ma senza farne un uso moderno. La ruota sembra non essere stata conosciuta nell'Africa sub sahariana e in Australia prima del contatto con il resto del mondo.

L'invenzione si colloca in epoca neolitica a cui risalgono altre invenzioni che diedero origine a quella che è chiamata l'età del bronzo. Questo implica un periodo di alcuni millenni dopo l'invenzione dell'agricoltura in cui la ruota non era conosciuta.

Le prime ruote erano semplici dischi in legno con un foro in mezzo per l'asse. La prima ruota a raggi nota risale alla cultura Andronovo risalente al XX secolo AC. Questa innovazione permise di realizzare carri più leggeri e agili. Nel I millennio AC i Celti circondarono la ruota in legno con un cerchio di ferro, realizzando un modello di ruota ancora in uso nel XX secolo.

La ruota è stata un'invenzione importante non solo per i trasporti ma per il progresso tecnologico in generale. Altre applicazioni della ruota vanno infatti dalla ruota idraulica agli ingranaggi al volano.

Nel luglio 2001 il principio della ruota fu brevettato come "dispositivo circolare con funzione di trasporto" [1]. Il brevetto, depositato da John Keogh, un avvocato di Melbourne Australia, aveva lo scopo dichiarato di dimostrare l'assurdità del moderno sistema brevettuale.

 

Ruota idraulica

 

Ruota idraulica è un dispositivo atto a trasformare l'energia potenziale o cinetica di piccoli corsi d'acqua in energia meccanica in forma di moto rotatorio.

 

Storia

La ruota idraulica è stato l'antesignano dei cosiddetti motori primi, quelli cioè che trasformano direttamente l'energia disponibile in natura in energia meccanica. Le sue prime applicazioni sono antichissime, e sono state probabilmente legate alla macinazione dei cereali. E' probabile che le prime ruote siano state del tipo da sotto (vedi seguito)

Il massimo sviluppo si è avuto nel XVIII secolo, prima dell'avvento del motore a vapore e della realizzazione delle turbine idrauliche, che ne sono la naturale evoluzione. In questo senso, la ruota idraulica ha permesso l'inizio della rivoluzione industriale, alimentatasi poi con motori di maggiore potenza.

 

 

Tipi di ruota

Vi sono essenzialmente due tipi :

I due tipi sono evidentemente applicabili a differenti configurazioni di corsi d'acqua, in quanto la ruota da sotto richiede un'altezza di caduta minima, e quindi è adatta ad essere immersa nel corso d'acqua; la ruota da sopra richiede una maggiore caduta, e si adatta a piccoli torrenti, o altrimenti richiede opere più complesse.

Si noti, come curiosità, che la ruota da sopra è in pratica l'inverso della noria, e la ruota da sotto è tipicamente il motore usato per azionare la noria stessa.

 

Ruota da sotto

 

Ruota da sotto (canale sezionato)   

In questo tipo di ruota, questa è costituita da palette (dritte come in figura 1 nei modelli più antichi, in seguito curvate) immerse nel corso d'acqua, solitamente convogliato in un canale. L'acqua, scorrendo, spinge le palette, rese solidali all'albero di trasmissione mediante opportuna struttura, e quindi crea il moto rotatorio.

La potenza fornita dalla ruota da sotto può essere valutata misurando il dislivello dell'acqua tra monte e valle ruota (H in figura) e la portata o, con altro metodo, considerando la coppia creata sull'albero dalla pressione H agente sul raggio efficace della ruota e la velocità di rotazione.

La regolazione della potenza si ottiene variando la portata mediante chiuse poste nel canale a monte della ruota.

Come accennato, nei modelli più recenti le pale hanno profilo curvilineo, per ridurre le perdite dovute alla resistenza dell'acqua all'uscita della pala stessa dall'immersione.

 

Ruota da sopra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ruota delle esistenze

 

Tutti noi viviamo migliaia di esistenze.
Molti ormai in Occidente credono questo e la chiamano reincarnazione.
Quasi tutti immaginano che queste migliaia di incarnazioni si succedano nel tempo una dopo l'altra, come le perle di una collana.
Ma non è così perché al di fuori di questa realtà il tempo non ha significato.
Le nostre moltissime vite non sono una collana, ma piuttosto sono come migliaia di foglie che galleggiano sparse su un fiume.
Ciò significa che voi potreste star vivendo un'altra vita in qualche altro luogo, senza che questa sia ancora finita, perché il tempo nell'Altra realtà, dove tutto ha origine, non ha significato.

 

Se del flusso di foglie che scorre nel fiume considerate solo quelle che si succedono nel tempo, allora avete la reincarnazione che conoscete. E sembra che la vostra anima trasmigri dall'una all'altra.
Gli antichi maestri parlarono soltanto di queste tra le nostre molte esistenze perché si rivolgevano a persone che non potevano assolutamente concepire nulla al di fuori del tempo.

LEGGE Ø DEL FLUSSO:

Il tempo è un'illusione di questa Realtà.
Nell'Altra Realtà non esiste.

Il flusso di esistenze è conoscenza antichissima di molti sciamani ed è stata finora tenuta segreta, accessibile solo a pochi eletti, passata di bocca in bocca da sciamano a sciamano.
Quello che leggerete qui viene forse rivelato per la prima volta al mondo.
Il mio maestro, i miei Spiriti alleati ed io abbiamo deciso di cominciare a rendere pubblica questa sapienza esoterica, perché le persone, molto più di un tempo, sono pronte per conoscerla.

ruota delle esistenze

La Ruota delle Incarnazioni della tradizione buddista. Alla pari del karma, è una semplificazione
Gli antichi maestri, come il Buddha, si limitarono a parlare delle esistenze che si succedono nel tempo, perché il loro uditorio non poteva concepire nulla al di fuori del tempo.

Esistenze collegate

Le migliaia di esistenze che ciascuno di noi vive si influenzano tra loro perché connesse le une alle altre come da una rete o come le foglie dalle acque del fiume che le trasporta.
Gli antichi maestri orientali parlarono del karma come di un'influenza causa-effetto che le vite più antiche esercitano su quelle più recenti.
Come ho detto essi dovettero limitarsi a parlare di quelle esistenze che si succedono nettamente nel tempo. Ma la causa-effetto, come il tempo, è un'illusione di questa Realtà.
Invece tutte le esistenze del Flusso si influenzano le une le altre e la vita che viviamo qui e ora può venir influenzata anche dalle nostre vite future. E ovviamente da quelle che stiamo vivendo adesso, altrove, in contemporanea con questa.

Le nostre esistenze sono collegate tra loro proprio come lo sono le numerosissime parti del nostro corpo.
Una nostra singola vita è come una delle nostre unghie o dei nostri capelli: è connessa al resto del corpo, il suo ruolo nel destino del corpo può essere talora importante, ma più spesso marginale, e soprattutto il vero essere vivente è l'intero nostro organismo, non la singola unghia o il capello.
Allo stesso modo la nostra vera vita è il flusso di tutte le nostre esistenze, non la singola esistenza.

La nostra vera vita

Essendo chiusi nella nostra singola esistenza, crediamo che la nostra vita sia tutta lì, al più pensiamo che quando moriremo la nostra anima trasmigrerà in un'altro corpo per vivere un'esistenza successiva.
In realtà la vera vita di ciascuno di noi è il flusso di tutte le sue esistenze, non le singole foglie, ma il fiume.
Purtroppo ogni foglia è consapevole solo di se stessa e così non capisce il senso della sua vita.
Immaginiamo che la vostra consapevolezza sia tutta chiusa nell'unghia del mignolo della mano destra: voi sapete di essere un'unghia e capite solo ciò che riguarda un'unghia.
Tutta la vostra persona sta - supponiamo - camminando per andare ad accendere un televisore.
Voi, chiusi nell'unghia del mignolo, vi interrogate intanto sul senso della vostra vita:

LEGGE 1 DEL FLUSSO:

Ogni complicazione è illusione.
La Realtà vera è SEMPLICE.

 

sentite che andate insù e ingiù (perché nel camminare dondolate le braccia!) e fate complicate teorie sul perchè andate su e giù. E poi altre teorie sui complessi movimenti che il corpo di cui fate parte - ma di cui ignorate tutto - fa per accendere il televisore.
Le spiegazioni che trovate alle vicissitudini della vostra esistenza sono complicate, più o meno sbagliate e forse ridicole.

Ma se qualcuno vi dicesse che state camminando per andare a accendere un televisore, voi unghia non capireste di cosa parla: voi sapete di cose che riguardano le unghie, di venir tagliate, di forbici e limette, non sapete cosa significa camminare, tantomeno accendere un televisore!
Quello che tutta la vostra persona sta facendo è semplicissimo: va ad accendere la tv.
Ma osservato dal punto di vista dell'unghia è un moto terribilmente complicato e incomprensibile.
Il moto di una singola foglia sull'acqua, fatto di dondolii, mulinelli etc. è complicato, visto nell'insieme è il semplice flusso di foglie trasportate dalla corrente del fiume.
La realtà vera è semplice, tutto è semplice.
Ci appare complicata perché siamo consapevoli solo di questa singola esistenza.

Entrare nel Flusso

Noi non siamo normalmente consapevoli delle altre nostre esistenze.
C'è la coscienza dell'unghia del mignolo, chiusa tutta nell'unghia del mignolo, la coscienza del capello, dell'occhio destro, ma l'unghia non diventa mai consapevole di tutto il corpo, rimane sempre confinata nel suo piccolo spazio.
Questo è il limite che ci impedisce di comprendere il senso dell'Universo e della nostra stessa vita.
Molti sciamani però e molti grandi maestri sono in grado di espandere la coscienza fino a diventare consapevoli delle altre loro esistenze e perfino di tutto il flusso delle loro esistenze.
Questa enorme espansione della coscienza è chiamata dagli sciamani entrare nel flusso.

Sotto la guida del mio maestro ho imparato a entrare nel Flusso molti anni fa e questo mi ha aperto orizzonti di conoscenza che non posso descrivere. Non posso perché non li capireste, perché non ci sono parole adatte stando "chiusi nell'unghia". E' una sapienza che va sperimentata per poterla avere.

Diventare consapevoli di altre esistenze può non sembrare niente di nuovo. In molte meditazioni e pratiche moderne, si diventa (o si crede di diventare) consapevoli di vite passate.

LEGGE 2 DEL FLUSSO:

Noi tutti viviamo migliaia di esistenze che si influenzano le une le altre.

Ma questo serve solo a soddisfare una curiosità o a dare spiegazione di qualche problema psicologico o spirituale.
Entrare nel Flusso è ben altro: quando espandi la consapevolezza al flusso, prima di tutto vedi per la prima volta il senso vero della tua vita (cioè dell'insieme delle tue esistenze) e di dove stai andando.
La seconda cosa poi è meno grande, ma forse più sorprendente: in ogni nostra esistenza noi accumuliamo conoscenza e potere, ma a causa della mancata consapevolezza, questa conoscenza e questo potere solo in minima parte riescono a trasferirsi alle altre nostre esistenze.
Entrando nel Flusso possiamo invece prendere prendere e fare nostre in questa esistenza le esperienze e il potere di altre vite. Di quelle passate, di quelle presenti e perfino di quelle future!
Possiamo anche rafforzare e cambiare le nostre vite più deboli e sfortunate, dando loro la conoscenza e il potere di questa nostra vita o di altre.
E questo cambiamento in meglio si rifletterà nella nostra vita presente. Perché?
Perché cambia da negativo a positivo l'influsso che quella vita sfortunata o sbagliata ha su quella attuale. Come dire che cambiamo il nostro karma.
Tutto ciò può suonare incredibile. Possiamo allora migliorare una vita passata? Possiamo dunque cambiare il passato?
Sì, possiamo farlo. Perché il tempo è solo un'illusione, non ha significato.

 

 

 

Il cubo che ruota

 

cubo che ruota

 

Studiare, tracciare, classificare, misurare linee curve è stata una delle principali occupazioni dei matematici, a cominciare dalla retta e dal cerchio, con i quali ebbe origine la geometria, fino alle complesse e un po' inquietanti forme dei moderni frattali.

Oggetti geometrici per eccellenza, le curve giocano nell'immaginario matematico il ruolo delicato di una zona di confine dove confluiscono attività diverse e talora contrapposte. Esse rinviano al disegno, al progetto, al costruire, ma insieme simboleggiano il gesto e la bellezza; allo stesso tempo oggetti dell'immaginazione e strumenti della tecnica.