La psiche umana

                                                                                                                                                                                                                                                           

 

 

Mentre l'ago magnetico è formato, diretto, tiranneggiato
da 'un solo piano',
la psiche umana è formata, diretta, tiranneggiata
da 'tre piani'.

 

 

La 'tridimensionale' è una delle grandi novità de L'uomo come magnete.

Essa pone nuove basi in psicologia.

Alfredo Bertelè prospetta una psiche umana formata, diretta, tiranneggiata da 'tre piani' distinti che sono il 'terreno' in cui essa nasce e si sviluppa e alle cui leggi obbedisce.

Questi tre elementi costitutivi "sono isolatamente ben conosciuti", scrive l'autore, "ma non ci risulta che siano stati sistematicizzati e posti in un tale ordine consequenziale da dare i risultati ora raggiunti: erano come parti staccate di un cronometro, forse già perfette in se stesse, ma ovviamente incapaci di funzionare".

Il primo è 'il piano delle tendenze innate' che riceviamo da natura. Sono forze brute, quasi meccaniche. Una volta sollecitate, da uno stimolo specifico, proseguono finché non cessa lo stimolo.


Sono trasmesse per via cromosomica, ereditariamente, perciò l'uomo è sempre diverso e sempre uguale: "alius et idem" come il sole.

Le medesime tendenze innate, che sono nell'uomo, si ritrovano negli animali più evoluti.


Ogni singola tendenza cessa quando venissero distrutte (per es., a causa di malattia) le eventuali cellule corrispondenti: è la morte della tendenza.

Il secondo è 'il piano delle acquisizioni': tutto ciò che entra in noi attraverso l'esperienza: la lingua materna, l'educazione ...


E' pure evidente negli animali: "Cavalli da corsa o da trotto o da circo sanno fare cose che i loro gemelli non addestrati non sanno fare".



Queste abitudini acquisite "possono gareggiare con le tendenze innate". Vedi l'incidenza dell'ambiente in cui cresce il ragazzo: "Prendi dieci spugne tutte uguali (primo piano), impregnale di dieci liquidi diversi (secondo piano), avrai dieci spugne diverse"; o con altro esempio del nostro autore che ha il carisma degli esempi: "Chi è nato in Cina parla cinese".

'Il terzo piano' non è l'anima spirituale e neppure sono le due facoltà dell'anima: intelletto e volontà.
E' tutto ciò che l'intelletto e la volontà registrano e accumulano incessantemente nel cervello, sotto forma di immagini.
Tutto ciò che l'anima ha costruito.
E il cervello ha memorizzato.

L'anima spirituale è creata immediatamente da Dio. Non è trasmessa per via cromosomica.
Viene confusa spesso con la psiche, mentre è solo origine del terzo piano della medesima.
Io posso anche pensare che tutte le anime siano uguali, ma, infuse nel corpo, di questo si servono, con questo devono fare i conti.


"Non soggiacciono alle leggi della fisica, ma devono subirne i condizionamenti, quasi i ricatti ogni volta che si servono di quel corpo per il loro lavoro, come chi guida un'auto è condizionato dalla efficienza del suo automezzo".

Bisogna tener sempre presenti questi tre piani per un linguaggio comune, per non fraintenderci mai. Eppure c'è chi li contesta e, soprattutto, "chi non li ammette in quest'ordine consequenziale come parti organiche di un tutto".

'I tre piani', probabilmente, stando alle conoscenze attuali, hanno sede nel cervello.



Questo registra e accumula le 'informazioni' che il primo, il secondo, il terzo piano mettono dentro.

Registra e accumula:
- gli impulsi che provengono dal soma
- ciò che entra in noi attraverso l'esperienza del corpo e dell'anima;
- il 'lavoro' dell'anima razionale e libera

E' una 'banca dati'.
Ma non solo registrazione. E' memoria di comportamento.
E' abitudine e, in quanto tale, è forza: la forza dell'abitudine .
Per es., il gatto non tocca più il ferro arroventato perché ha registrato, ha memorizzato, nella corteccia cerebrale, la sua prima esperienza.

E' 'la sala di riunione' che riassume tutto dell'uomo.
O, se si vuole, è 'il campo di battaglia'.
Qui i tre piani interagiscono in un gioco incessante di impulsi, di mutui condizionamenti, di alterne modifiche.

 

 



La psiche umana in atto è questo interagire simultaneo dei tre piani.

L'anima razionale e libera li gestisce come un pilota la sua auto.
Ha in mano 'il comando' della parte funzionale dell'uomo: il centralino di smistamento predisposto, per la guida, davanti ad essa.
Attraverso le modifiche, i ritocchi dell'anima, tutto ciò che c'è di grezzo, nel primo e nel secondo piano, viene armonizzato, umanizzato. Per es., la testardaggine di Teresa di Lisieux, bambina, attraverso l'azione costante dell'anima, diventa, giorno dopo giorno, "santità ad ogni costo".

Anzi, per l'azione incidente dell'anima, il comportamento umano può variare in ogni istante.
La persona razionale e libera può determinare, in senso convergente o divergente, un'azione già determinata dalla forza del primo e secondo piano.

Ma, se la forza impetuosa dell'innato e acquisito è superiore alla forza (sia pure tenace) della volontà, riesce l'io razionale e libero a prevalere sulla loro violenza o gli resta soltanto la libertà interiore? La libertà di contestazione?


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