LA VELOCITA' MASSIMA DELLA MOTO
un'illusione)

Assurdità e prove di velocità amatoriali

Quanto fa di velocità massima? Non é sempre facile rispondere senza citare le prove di riviste o mentire spudoratamente. Nel pur concreto mondo della meccanica applicata al movimento il dato della velocità massima rimane sempre nebuloso e oscuro, condito da miti e condizionato da decenni di tachimetri ottimisti.

La velocità massima dipende da troppe cose da far quadrare tutte insieme:

01 - l'aerodinamica della moto che deve tener conto anche dell'uomo
02 - abbigliamento del pilota
03 - corporatura del pilota
04 - posizione assunta dal pilota
05 - casco
06 - pressione atmosferica
07 - qualità e densità del carburante
08 - temperatura
09 - presenza di vento
10 - coefficiente d'attrito fra pneumatico e fondo stradale
11 - viscosità degli oli motore e trasmissione
12 - condizioni di usura del gruppo termico
13 - condizioni dei filtri aria e olio
14 - condizioni del traffico
15 - la voglia di andare così

 

 


01 l'aerodinamica della moto deve tener conto anche dell'uomo
A vedere certe moto come la Yamaha R6 si direbbe che siano fatte per correre da sole. L'uomo pare mal tollerato come se la cavalcatura avesse un suo carattere e le sue simpatie. Discorso diverso per moto come le BMW serie RT che accolgono pilota, passeggero e bagagli con una grazia regale risparmiando loro buona parte delle cose negative delle moto. In entrambi i casi la velocità massima è puramente inutile. Nessuno affronta tutto un viaggio al massimo nemmeno con la BMW che paga il comfort con una velocità ridotta rispetto al resto della concorrenza. Anzi a pensarci bene non so se ho mai percorso più di tre chilometri tutti insieme al massimo... poi c'era sempre qualcosa nel traffico o nella strada che mi ha costretto a chiudere la manetta.

02 abbigliamento del pilota
Un giubbino tipo bomber, gonfio e neanche impermeabile, guanti approssimativi, casco misura XL visibile dalla Luna, jeans svolazzante, sciarpa o foulard che sventolano dietro di voi? Allora scordatevi la velocità massima della vostra moto. Durante la prova quella massa di stoffa incontrollata vi frusta, vi scuote e vi provoca l'impressione di trovarvi in un frullatore. D'altra parte tutto quel movimento è indice di resistenza aeodinamica che sottrae velocità alla vostra moto. Le cose migliorano molto con le tute da velocità che hanno comunque pieghe cuciture, incavi che provocano microturbolenze e quindi rallentano. Bisogna concludere che, in teoria, la velocità massima non é ottenibile da vestiti ma non è certo consigliabile da nudi.

03 corporatura del pilota
Ho un amico aerodinamico: pesa 50 chili, è stretto stretto, ha una tuta intera che lo fascia ancor più stretto. Ecco un pilota che potrebbe esaltare le qualità velocistiche di ogni moto! Me lo figuro prendere il volo in fulminee accelerazioni sulla sua Ducati 748 e spremere in velocità il motore fino all'ultimo giro. Me lo figuro solo però: invece di correre libero, per la maggior parte del tempo è là davanti a me, dietro a qualche pachidermica auto aspettando il momento buono per passare alla prossima auto in una lotta eterna tra la gazzella motociclistica e la jungla del traffico.

04 posizione assunta dal pilota
Dal punto di vista della velocità massima, ciò che rovina l'aerodinamica e disturba più di tutto è il pilota! Un buon pilota dovrebbe essere una sogliola che si adagia dalla sella al serbatoio e appoggia il casco nell'incavo del cupolino, dovrebbe inoltre avere per braccia e gambe dei sottili steli metallici che aderiscano perfettamente alla carena della moto. Le esplorazioni spaziali sono appena iniziate: forse fra qualche millennio nessuno batterà in velocità quelli di alpha centauri.

05 casco
Per andare in moto nulla di più utile né di più odiato. Per tentare i record di velocità serve un casco strettissimo sia fuori per essere superaerodinamico, sia dentro per evitare al massimo le vibrazioni. Liscissimo, senza sporgenze o prese d'aria, raccordatissimo con la tuta. Scomodissimo e soffocante. Inoltre, per quanto stretto, è pur sempre più largo della sola testa. Tentare i record senza casco non si può. Lasciare a casa la testa, come sarebbe logico durante queste prove, nemmeno.

06 pressione atmosferica
Quando facciamo il pieno imbarchiamo solo una parte di ciò che serve al motore. Il resto, l'ossigeno, é già presente ovunque nell'atmosfera. Anche ammesso che abbiamo creato le condizioni ottimali per ottenere la velocità massima; eccoci ora con la cartina delle isobare e il barometro in mano ad aspettare il momento giusto in cui la pressione è favorevole. Bisognerebbe rilevare però che il vantaggio della pressione alta nell'alimentare il motore viene parzialmente decurtato dal fatto che l'aria più densa offre maggior freno aerodinamico.

07 qualità e densità del carburante
E che dire della benzina? Come tralasciare un componente così importante? Ma come facciamo noi poveri utenti della moto a controllare la purezza di ciò che mettiamo nel serbatoio? Abbiamo i mezzi per raffreddare a 4/5 gradi la benzina prima di iniziare la prova della velocità massima? Dobbiamo gelidamente tentare il record sempre fra dicembre e febbraio?

08 temperatura
E infatti la temperatura esterna è importantissima per l'ottenimento dei record di velocità: è uno dei fattori interdipendenti che concorrono a formare lo stato del clima del momento. La temperatura influenza, oltre all'alimentazione del motore, anche il corretto scambio di calore per il massimo rendimento termodinamico e il grip fra pneumatico e asfalto. Influenza tra l'altro anche la voglia di correre.

09 presenza di vento
Un altro fattore imponderabile si aggiunge al conto delle casualità nel tentativo di raggiungere velocità massima: il vento. Da davanti, naturalmente, rallenta, da tre quarti anteriore dà un bel fastidio e rallenta, da tre quarti posteriore dà un bel fastidio anche se dà una mano, di lato dà un fastidio assoluto, da dietro scordatevelo: non succede mai durante i tentativi di record.

10 coefficiente d'attrito fra pneumatico e fondo stradale
A volte ci si domanda perché quando si va a 60 il tachimetro è preciso e quando si va a 220 sbaglia? La risposta, se non nella qualità del tachimetro, è da ricercare nel coefficiente d'attrito fra pneumatico e fondo stradale: il coefficiente di attrito è un valore che si trova sempre fra zero e uno. Coefficiente zero, attrito zero, ancora meglio che nello spazio. Coefficiente uno, attrito massimo, incollati alla strada come su un binario dentato. Il problema è che nella realtà nulla arriva a zero e neppure a uno. Così tra il pneumatico e l'asfalto c'è un rapporto che è di 0,9 e qualcosa. All'aumentare dell'energia applicata sul pneumatico emerge il fatto che esso non è solidale col terreno per quel, circa, 0,1 e che al massimo servono più giri della ruota per percorrere la stessa distanza. Ecco perché l'ignaro tachimetro sbaglia! Con le normali moto sportive a seconda del tipo di asfalto e di gomme, al massimo della potenza applicata si perdono percentuali dell'ordine del 10%: segna 220 ma si va a 200. Ecco un'altra cosa di cui tenere conto nel tentare il massimo: la ruota motrice deve avere il massimo del grip per non far perdere giri preziosi forniti dal motore. E l'asfalto, da parte sua, perfettamente "gommato" e caldo al punto giusto. Proprio le condizioni che si trovano tutti i giorni sulle strade...

11 viscosità degli oli motore e trasmissione
Nel tentativo di record c'è qualcosa che possiamo fare sicuri di far bene: diminuire tutti gli attriti interni del motore e della trasmissione. L'utente normale di solto non smonta il cambio e va a lucidare gli alberi e gli ingranaggi perciò l'unica cosa che può fare è curare che nel motore, e dovunque serva, ci sia l'olio giusto e al giusto livello.

12 condizioni di usura del gruppo termico
Naturalmente se state tentando il record con una sportiva che ha percorso diecine di migliaia di chilometri e smanettato allegramente per vari anni, può venire il sospetto che gli elementi della parte termica del motore, cilindri, pistoni, fasce elastiche e raschiaolio, non siano più nel fiore degli anni e possano in qualche modo affievolire la prestazione.

13 condizioni dei filtri aria e olio
Le condizioni del traffico attuale fanno sì che chiunque esca in moto, per qualunque percorso, torni a casa coperto dalla polvere nera, unta e appiccicaticcia creata dai miliardi di mezzi in circolazione. Se noi ci laviamo, laviamo la nostra tuta e la nostra moto, non dobbiamo dimenticare i filtri dell'aria che, se intasati, stangolano il nostro mezzo impedendo il massimo delle sue potenzialità. Anche il filtro dell'olio è meritevole di menzione: un filtro sporco crea più resistenza e preleva più energia attraverso la pompa dell'olio.

14 condizioni del traffico
Chi ha avuto voglia di provare il massimo offerto dal suo mezzo sa che è difficile trovare il luogo giusto dove provare. Sono poche le strade adatte, lunghi rettilinei, buon fondo, senza incroci, magari con le barriere a delimitare le corsie per scongiurare l'ipotesi che qualcuno possa soprapensiero immettersi. Trovate le strade dalla conformazione ideale, bisogna scartare quelle con zone abitate a ridosso, quelle con traffico, quelle con la polizia... Ma in realtà non c'è alcuna strada che soddisfa tutti i requisiti. Ci sono anche le strade a pagamento ma fare i tentativi in autostrada è pericoloso: troppi camion, furgoni, auto... e poi ci sono le piste, spesso lontano dalla propria zona e caratterizzate dall'esborso consistente..

15 la voglia di andare così

Vista e considerata l'impossibilità di gestire contemporaneamente tutti i punti che favoriscono il massimo del nostro mezzo, bisogna concludere che non è per interesse scientifico né per speculazione sulla meccanica che si va in moto. Ci si va perché piace, perché se ne ha voglia. Chi sfida l'aria a 90 all'ora appiattito su una vecchia Vespa 50, non è meno onorevole dello smanettone da 160 cavalli. Non è il mezzo, non è la situazione a far la differenza ma la sola voglia di farla. Questa infatti è l'unica condizione da soddisfare, la vera molla che spinge, dopo una attenta analisi dei rischi, a ruotare la manetta. A pensarci bene direi che i tentativi di record di velocità, sebbene privi di senso logico e in più artigianali e strettamente personali, nascano tutti da questa voglia. Una volta, alla domanda "quanto fa la tua di velocità" uno mi ha risposto: "Non lo so, non ho tempo di guardare il tachimetro quando la moto va così!"